L’obiettivo principale del progetto è ridefinire i percorsi di visita dell’area e collegarla ad altri siti di interesse della città, creando un museo diffuso. Grazie alla sua posizione strategica, il teatro diventa il punto di partenza ideale.
Il progetto non solo garantisce un accesso pubblico continuo, ma mira anche a valorizzare e proteggere gli elementi chiave dell’area, le sue vedute panoramiche e l’unicità di un vasto sito archeologico di grande valore storico e culturale, parte di uno dei più antichi insediamenti europei. Si propone inoltre di proteggere la zona dalla pressione urbana e dall’uso improprio, definendo con maggiore chiarezza i confini archeologici per una configurazione più coerente.
A causa degli edifici circostanti e della forma attuale del teatro, l’orchestra diventa un palcoscenico rialzato, utilizzando lo spazio sottostante come retrostage e area di deposito. Il nuovo palco è ampio e versatile, con un fondale scenico in rame ossidato, ispirato alle vele delle barche tradizionali del Lago di Ocrida. In quanto parte di un sito archeologico, il palco è volutamente “incompiuto”, così da consentire allestimenti flessibili per diversi tipi di spettacolo.
Il volume sotto il palco si integra con la geometria esistente e ospita non solo aree di servizio ma anche un percorso museale. Il teatro ha subito numerose trasformazioni: durante il dominio romano fu aggiunto un Ephiteatron sopra la struttura originaria. Sebbene le dimensioni non siano certe, una parte viene ricostruita per evocare questa fase storica. La parte superiore delle gradinate termina con una terrazza panoramica con caffetteria, luogo di incontro e punto di osservazione. L’asse del progetto è volutamente ruotato per seguire i percorsi pedonali e orientare la vista verso il Lago di Ocrida.
Il parco archeologico si estende oltre il teatro, seguendo la maglia urbana e collegandosi a percorsi pedonali secondari. Una nuova piazza, concepita come foyer del teatro, ospita un padiglione multifunzionale destinato a mostre, eventi o attività didattiche.
Design team: Bruna Galbusera, Chiara Chendi, Laura Bruno
Commento della giuria: «L’intento della proposta di integrarsi con il contesto storico si traduce in interventi minimi, che offrono un programma funzionale in un’unica estensione spaziale e si connettono a tutti i principali nodi intorno al sito. L’approccio sensibile dimostra una particolare attenzione culturale attraverso l’integrazione e la valorizzazione dei reperti archeologici visibili, mantenendo al contempo la vista verso il paesaggio e il lago. La dualità nelle scelte materiche serve sia a sottolineare la modernità dell’intervento, sia a intensificare il dialogo tra antico e nuovo, favorendo un’identità dinamica per il rinnovato ambiente teatrale.»
Tea Damjanovska – Ss. Cyril & Methodius University
The project’s main goal is to redefine the visitor routes in the area and connect it to other sites of interest throughout the city, creating a widespread museum. Thanks to its strategic location, the theatre becomes the ideal starting point.
The project not only ensures continuous public access but also aims to enhance and protect the area’s key features, its panoramic views and the uniqueness of a vast archaeological site of great historical and cultural value, part of one of Europe’s oldest settlements. It also seeks to shield the area from urban pressure and misuse, requiring a clearer definition of the archaeological boundaries for a more coherent layout.
Due to the surrounding buildings and the current shape of the theatre, the orchestra becomes a raised stage, using the space beneath for backstage and storage. The new stage is spacious and versatile, with a scenic backdrop made of oxidized copper, inspired by the sails of traditional boats on Lake Ohrid. As part of an archaeological site, the stage is intentionally “unfinished,” allowing adaptable setups for various performances.
The volume under the stage integrates with the existing geometry and houses not only service areas but also a museum path. The theatre has undergone multiple transformations. During Roman rule, an Ephiteatron was added above the original structure. Though dimensions are uncertain, a portion is reconstructed to recall this historical phase. The upper seating ends in a terrace with a café, offering a gathering place and panoramic viewpoint. The project axis is intentionally rotated to follow pedestrian paths and direct the view toward Lake Ohrid.
The archaeological park extends beyond the theatre, following the street layout and connecting with secondary pedestrian paths. A new square, functioning as the theatre foyer, hosts a multifunctional pavilion for exhibitions, events, or educational use.
Design team: Bruna Galbusera, Chiara Chendi, Laura Bruno
JURY COMMENT: “The proposal’s intention to integrate with the historical context results in minimal interventions, providing adequate program in a single spatial extension and connecting to all the main nodes around the site. The sensitive approach showcases cultural sensitivity by the integration and accentuation of the visible archaeological findings and retaining the view towards the landscape/lake. The duality in material choices serves both to emphasize the intervention’s modernity and to heighten the dialogue between old and new, fostering a dynamic identity for the renewed theatre environment.”
Tea Damjanovska – Ss. Cyril & Methodius University